JOURNAL INTIME

"Le masse saranno sempre al di sotto della media.
Del resto, la maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo ai più incapaci la decisione intorno alle cose più grandi.
Sarà la punizione del suo principio astratto dell’uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere un uomo e il delinquente di correggersi.
il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze.
Perchè non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento.
L’adorazione delle apparenze si paga"

Henry-Frédéric Amiel
Journal intime, 1871

citato da Guido Ceronetti su La Stampa in "Oggi" di non so quando.

17 pensieri su “JOURNAL INTIME

  1. Sì, va bene. Parole sante.

    Gli ignoranti sono certamente decisivi nelle elezioni dei dirigenti. Infatti vengono coltivati.

    La barriera del sesso è quasi caduta. A diciotto anni si vota. Ecc.

    E che si fa, allora?

    Rimettiamo la barriera del sesso escludendo gli uomini o le donne dai diritti civili?

    Rialziamo la maggiore età, portandola, magari a 40 anni?

    Stabiliamo una buona dittatura (se fossi io il dittatore, mi starebbe benissimo) che riconosce sempre, come è noto, il merito e il valore?

    Ripristiniamo le simpatiche monarchie assolute, anche loro tradizionalmente impegnate a far sì che gli imbecilli si autogiudichino, gli ignoranti si vergognino e si mettano a studiare, i delinquenti si pentano e diventino filantropi ecc. ?

    Affidiamo tutto ai sacerdoti, che sanno bene come amministrare le loro pecorelle?

    Ai filosofi?

    Ai blogger?

  2. smile

    Niente è più imbarazzante della verità, evidentemente il mondo segue altri criteri, deve seguirne degli altri.

    Mi interessava solo lasciare aperte delle domande.

  3. L’umanità è piena di difetti e questi vengono fuori da tutti i lati a rovinare molti progetti belli e forse ingenui.

    La citazione che hai riportato ha un suo valore storico, secondo me, relativo soprattutto all’enfasi sulle magnifiche sorti e progressive che allora era diffusa (e oggi non più). E ha anche un suo valore relativo all’oggi, rispetto alla retorica ufficiale della “democrazia”, usata come maschera per coprire rapporti di forza e di potere che tutto sono fuorché democratici o basati sull’uguaglianza di opportunità.

    Se però si parla di democrazia in generale, come sistema mirante alla partecipazione della popolazione alla vita pubblica e alle decisioni, sistema di discussione e circolazione di idee, di larga offerta di istruzione ecc., non saprei che cosa le si possa contrapporre, se non la riaffermazione appunto di questi principi (istruzione, discussione, partecipazione).

    Henry-Frédéric Amiel osserva insomma ciò che già aveva osservato Platone sulla degenerazione della democrazia ecc. Ma le sue parole somigliano anche a ciò che scrittori di ogni epoca e di regimi diversi hanno lamentato come tipico dei giorni loro (il giusto merito che non veniva riconosciuto, la feccia che dilagava e gli incompetenti che decidevano le sorti generali).

  4. Ti ricordi, TopoBello, quando scrissi quel post sui falsi storici? Beh, GianRuggero Manzoni aggiunse il suo alla lista: LA DEMOCRAZIA.

  5. dopo leggo seriamente questo post

    ora devo solo comunicarti che ho ricevuto un pacchetto interessante e sono contenta

  6. perfettamente d’accordo con Arden. La cultura (voglio dire, fermarsi a leggere un libro, discutere, interessarsi alla ricerca, non fermarsi mai) è un ottimo antidoto ai poteri forti così ben celati dalla forza persuasiva e dalle spettacolari veline (!) con cui un sistema ti fa dimenticare che la scienza politica nasce con Hobbes (Leviatano e compagnia bella).

    Ma cultura è anche passaggio e scambio di idee. Come nella blogosfera. Come qui. per non finire a chiudersi. A pensare – come mi diceva una copiia di amici qualche sera fa- che sia normale passare la propria vita ad occuparsi della casa, dei mobili, dell’auto e di quanti bei vestiti hai.

    Purtroppod evo scappare. E’ un tema bellissimo.

    Rilancio solo una provocazione: è democrazia “diretta” (?!?) quella di Grillo sul suo blog.

    Grazie per la citazione, caro Topo.

    Mad

  7. Dunque, io credo che si debba fare un po’ attenzione a non sovrapporre idee e realtà.

    Sotto un certo punto di vista la citazione di Amiel è retorica quanto è retorica la parola democrazia nell’uso che ne fa qualunque potere costituito.

    Ci sono poi le fate come la Moratti che riescono a pensare ad una scuola meritocratica e democratica insieme (ma qui è uno sproposito parlare di idee o di realtà)

    La mia posizione in merito (non posso riportare per esteso la lettera di Don Milani al compagno Pipetta, ma lì è bene espressa) è che ogni sistema di governo ha bisogno di una opposizione vigorosa, di una critica feroce e realistica, altrimenti quelle stesse idee e quelle realtà che l’hanno promosso e che gli hanno consegnato il potere diventano immediatamente intortamenti retorici.

    Essere contro sempre e comunque non è essere negativi, ma un servizio socialmente meritevole, il sale della politica.

  8. Essere contro sempre e comunque è una sciocchezza pari a essere a favore sempre e comunque. Nessuno dei due atteggiamenti richiede problematicità.

    Altra cosa è il cercare (per quello che si è capaci) di pensare con la propria testa, voler andare a fondo alle cose , cercare di non avere pregiudizi.

    Anche essere a volte contro l’idea di dover essere comunque contro;-))

  9. Hai ragione Anna, io però mi riferivo alla necessità politica della presenza di una forza di opposizione, in quanto credo che l’esercizio del potere non possa mai essere sereno (checché ne dica il PdC), ma necessiti di controllo e contrasto sulle cose che naturalmente trascura o su quelle di cui abusa.

    E’ semplicemente un ruolo diverso dal governo, invece di avere le mani in pasta si è dei rompipalle.

  10. laddove c’è potere, c’è bisogno di antagonismo, lotte, resistenze…

    Potere e critica del potere e antagonismo e resistenza e lotta sono connessi storicamente all’esistenza stessa del potere: non solo del potere “molare”, “statuale” ma anche del micropotere, dei poteri molecolari, diffusi.

    Poi, certo, per dirla semplificando, non ci vuole una mente critica particolarmente audace per analizzare l’opera omnia della Moratti e trarre le dovute conclusioni…

    In altri casi, però, l’esercizio della critica lucida e pertinente è esercizio molto più complesso e difficile.

    🙂

    Mad

  11. Sulla necessità di un’opposizione, siamo d’accordo.

    Ma, come l’esercizio del potere, anche quello dell’opposizione richiede competenze e abilità. Se no, rafforza il potere stesso non meno di un’opposizione “compiacente”.

  12. Si, messa così la buona opposizione è un ‘utopia, come quella del potere in buone mani.

    Anna e Maddalena, mi avete fatto riflettere su certe mie affermazioni, forse, alla fine, per quanto mi riguarda, quello che chiamo critica o opposizione non è che un tentativo di schivare i colpi principali di un potere sempre meno identificabile con il governo.

    In regime di plutocrazia discutere di aggiustamenti della democrazia o sulla sua validità come forma di governo sembra accademico.

    Ieri sentivo a prima pagina su radio tre la telefonata di un ascoltatore che difendeva la democrazia americana, e il giornalista che non mi ricordo chi fosse, rincarava l’elogio dicendo che in America c’è moltissima “democrazia diretta” vale a dire che se un quartiere vuole far spostare la caserma dei vigili del fuoco fa un referendum e altre amenità simili, questo dovrebbe far da contrappeso a Guantanamo o alle invasioni portatrici di pace libertà e democrazia.

    Noi topi che frequentiamo ambienti così così la chiamiamo vaselina questa “democrazia diretta” ma forse non è male, forse un giorno la invocheremo questa vaselina, quando ci sarà tolta e tutto farà più male.

    Per esempio i cinesi sono una repubblica socialista, stanno avendo grandi risultati e di vaselina non ne usano, questo potrebbe essere una tentazione anche per altri stati attualmente più democratici.

    Anna ricordava giustamente che i temi del mio post erano già stati espressi con ben più autorevolezza da Platone, forse, se dobbiamo far riferimento a quanto diceva il profetico filosofo greco siamo già oltre la democrazia o stiamo per fare il passo o inconsapevolmente è già stato fatto, infatti credo che il successo elettorale di questo governo, al di la delle promesse, consistesse nel desiderio della gente di avere una figura che prendesse delle decisioni (pia illusione, ma riuscita) mentre il CS nel suo candore lascia perfettamente visibile il suo essere subordinato ad altri poteri e non sa nasconderlo altrettanto bene.

    “La lumaca sul filo del rasoio…”

    (Col. Walter E. Kurtz)

  13. MioTOPO, hai scelto, con questo post, uno dei percorsi più pericolosi a disposizione dell’uomo.

    Non siamo perfette e neanch eperfettibili. Il problema è quando qualcuno ci dice che la sua soluzione è l’unica possibile. In America credono che il loro sistema sia l’unico possibile, il migliore. Si stupiscono quando sentono che in Europa l’assicurazione sanitaria è per tutti. Proprio non ci credono. E tuttavia, al primo stupore e alla prima sensazione di inferiorità (in europa lo fanno meglio) subentra immediatamente il recupero del loro sistema, che difendono a tutti i costi: io pago l’assicurazione ed è come se pagassi le vostre tasse che poi mi garantisce l’assistenza.

    E quando fai notare che qui paghiamo le tasse per una distribuzione sanitaria poi a favore di tutti, loro si ribellano: e perchè devo pagare anche per gli altri?

    Questa è democrazia diretta, ma anche democrazia ridotta. Proprio non ce l’hanno nel sangue.

    Il loro stupore è un po’ come in Pulp Fiction, quando John Travolta diceva che in Francia si può bere la birra anche fuori il locale. Si stupiscono e lì finisce. Tranne che si ammazzano poi, perchè hanno problemi mentali un pochino.

    Purtuttavia, io ribadisco sempre che come sono stata bene laggiù, da nessuna parte. Contraddizioni. Il fascino delle imperfezioni, appunto.

  14. Io ho un amico che si è trasferito a vivere in Cina, in India non ne parliamo, anche in America molti hanno trovato l’America, diversi in Francia e non solo terroristi fuggiaschi, poi americani, svizzeri, francesi, cinesi o arabi e negri che vengono a stare in italia (e non parlo di immigrati poveri) e giurano che qui c’è il paradiso.

    A torino c’è una signora francese che scrive dappertutto “i love to” con il cuoricino come il famoso logo newyorkese di Milton Glaser e benchè imbratti i muri con lo spray ha ricevuto i complimenti del sindaco Chiamparino.

    Star bene o star male non sono questioni che riguardano la democrazia o la tirannide, ma la persona.

    Se non ci sono cambiamenti significativi di governo in democrazia significa che siamo ancora nel tollerabile, dove la democrazia non c’è il tollerabile ha semplicemente connotazioni diverse, ma si vedono più sorrisi in oriente che da noi.

    Per esempio se ho una brutta giornata, sono squattrinato e la mia Missy mi scrive un commento sono felice, anche se c’è Berlusconi al potere.

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