Discorso alla sua nazione del presidente dei topi

E grazie al cielo non degli italiani.
Quest’anno chiude, per me, con due parole “fine” che spero siano l’inizio di un vecchio progetto.
Enigmatico, non c’è che dire, ma a suo tempo ogni cosa sarà evidente. Comunque sia è tempo di bilanci, e quindi mi dedicherò al mio falso in bilancio, visto che non si corrono più rischi.
per cominciare, l’attività del blog è fallimentare, però ho un sacco di amici su facebook, gli unici con cui non ho più scambi sono gli amici di Splinder che sono finiti come me su facebook, e così mi piego al primo pietoso buon proposito per l’anno nuovo; riprendere l’attività su rififi.altervista.com, sperando che l’asta non vada deserta come al solito.
Andiamo pure avanti, anche se non so più a chi rivolgermi, l’esperienza mi insegna che quando nessuno ti ascolta stai parlando a te stesso, e così mi sembra sensato fare, ammesso che anch’io mi dia retta.
L’anno che viene porterà con se molta fatica, ci sono nella bisaccia un paio di grandi dolori, anche tre, chi lo sa quanti, daltronde sono arrivato ad un’età in cui le persone che non vedo mai e che incontravo a battesimi e matrimoni, le incontro ai funerali.
Mi manca la musica ai funerali, ogni tanto penso di portare il saxofono e suonare per il morto, ma se poi si disturbano i vivi, come si dice i riti funebri servono a chi resta, che non è privo di senso, e, visto che gli ultimi a cui sono stato a Torino, in chiesa nessuno si è sognato di pregare per i peccati del morto, e si sono risolti in un chiacchiericcio sulla sua eccellenza e sul magnifico destino che attende la sua anima, meglio sarebbe fare una festa con pasticcini e spumantino con un po’ di musica.
Che bella coppia siete, dove vi siete conosciuti? a un funerale…
Ecco, sempre a parlare di morti, morti, morti, come se non ci fossero altri argomenti per ricordare l’anno che siamo qui riuniti a seppellire. Di vivi qui ormai ce n’è più pochi che si facciano vivi, e quando si lascia solo uno come me, poi per parlare con qualcuno sto lì a pensare ai miei morti e a raccontare le loro storie.
Quindi per passare alle parti attive del bilancio, posso considerare un’acquisizione a cui ho donato integralmente il cuore, senza la quale non posso più vivere, respirare e mangiare, ve la presento in un suo video che trovo espressivo.
Questo amore ha avuto una fugace ombra quando, in un breve viaggio a Costantinopoli ho incontrato una banda di strada di cui purtroppo non ho immagini, ma musica che potete trovare qui, non tutto mi piace ma avendo visto la ragazza in azione le viene perdonato tutto
yolda
Altra notizia di cui forse vale la pena fare menzione è che un amico chiude il blog, o i commenti, non ho mica capito che casino ha fatto, comunque ha cancellato l’archivio, io ho fatto i salti mortali per salvarlo, mah, probabilmente ha ragione lui, è stata una bella stagione, rip.
Veniamo ora alla parte positiva, agli auguri, che poi passo con la bomboletta a versarvi due dita di Gancia spumante.
L’anno che viene porta povertà, sistemi di controllo, censura e vessazione, fate attenzione a quello che scrivete per carità, lamentatevi poco e tenete duro, i molluschi al potere hanno rivestito la corazza puzzolente di una conchiglia morta e affidano ai tentacoli delle attinie pelose l’esazione del sangue dei governati, ma noi siamo ancora umani e non prevarranno, facce di cipolla che piangono, debosciati e eunuchi non stanno al potere per virtù propria, ma sono servi, schiavi, con emolumenti di aragoste e figa, di cui non sanno che farsene così come un’oloturia non saprebbe che farsene di un violino.
Bene, fatti gli auguri non resta che dire a quelli che mi mancano che mi mancano e che a quelli che valgono che valgono, per me naturalmente, che spesso l’autostima è bassa anche in fiaccole di poesia e amore.
Vestitevi come volete e quando siete felici siatelo, il resto lo sapete gestire sicuramente meglio di me.

2 pensieri su “Discorso alla sua nazione del presidente dei topi

  1. Paloma negra…
    la prima volta la sentii nel film sulla storia di Frida Kahlo…mi trasmise una sensazione penetrante di forza primitiva, unica e universale
    spero di riprendermi presto per tenere alta la piccola fiaccola
    ciao Mario

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