Valter Binaghi

 

Mi ha scritto qualche giorno fa, mandandomi quella che lui chiamava un’eredità, un breve saggio sulla conoscenza simbolica, sapeva che l’avrei criticato, a modo mio, così che la sua eredità è ancora una lite su questioni di filosofia.

Questo ci ha sempre legato, litigare su cose di cui non condividevamo l’impianto conoscitivo, teologico e morale.

Infatti non ricordo uno scambio con lui che non fosse una polemica, una provocazione, un contraddittorio, non andavamo d’accordo su niente, ma Valter suonava il blues.

Adesso che è morto, che non posso più tirargli invettive sulle sue idee, che non posso più andare a Busto Garolfo a conoscerlo di persona, cosa che non mi perdono di non aver fatto, posso dire che da lui ho imparato che l’affetto viene prima delle idee, idee che gli avrei spaccato in testa, ma che non ci hanno mai impedito di sorriderci come due vecchi commilitoni, che avendo visto la guerra, non si impressionano per le scaramucce sulla rete.

Eterna la tua memoria indimenticabile fratello nostro, trova riposo e luce nel grembo che ti accoglie.

3 pensieri su “Valter Binaghi

  1. mi unisco a te in questo abbraccio eterno…certe perdite lasciano enormi vuoti,
    lo vidi solo una volta in occasione di una sua esibizione molti anni fa, ma di lui ricorderò sempre l’imponente presenza e la forte personalità che emanava dalla sua persona…le affinità delle letture, e quella cosa misteriosa che ci unisce ai veri amici.
    non so dire altro ma ogni volta che penso a lui mi commuovo.
    ciao mario

  2. Ciao Carla, già, anche io ho dei momenti di commozione tremendi pensando a Valter, e rimpianti per non averlo mai incontrato.

    Elio, era davvero un’amicizia speciale, gli volevo davvero bene.

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