EDERLEZI

Quando la sentii la prima volta pensai che Goran Bregovic era un genio, poi ho scoperto che è una canzone tradizionale zingara, ma Bregovic continua a piacermi.

Recentemente nelle mie esplorazioni mi ci sono di nuovo imbattuto, e ho scoperto che, giustamente ha avuto un gran successo, forse proprio per la riproposizione che ne fece lui nella colonna sonora de “Il tempo dei gitani” secondo importante film di Emir Kusturica, e il mio preferito in assoluto.
Molte versioni subiscono lo star system dei paesi dell’est e ne sono un’enfatizzazione televisiva, e le scarto senza scrupolo, di alcune invece mi sono innamorato, direi che questa di Dikanda, una bella e meravigliosamente dotata cantante polacca, è tra le migliori, e ve ne propongo due versioni.

La prima è quella di un suo disco, il canto veramente devastante per il mio povero cuore, è seguito da un solo di chitarra acustica, di cui tutti potrete godere la grande perizia e competenza, ma che trascina il mood di Dikanda in un territorio che non è il suo.
A volte mi chiedo, musicalmente, cosa sia realmente la qualità, ma ne riparliamo di questo, adesso immergetevi in Ederlezi

Bene, ce ne sono tante altre, una di Rousza Magdi, la cosiddetta Janis Joplin dei balcani, ci sono versioni turche, quelle di voci maschili, pur belle, non le conto, una che devo citare è quella molto bella di Ginevra di Marco, purtroppo in qualità audio piuttosto bassa, una delle poche voci italiane che vale la pena di seguire.

Ma c’è una versione che in mezzo a questo dispiegarsi di doti vocali e climi rarefatti o intensi, se non intensificati, mi ha strappato il cuore, è una ragazza serba che davanti alla web cam del suo computer, accompagnandosi con la chitarra canta.

tacerò sulla sua bellezza, delle sue distrazioni, come un piccolo gatto che gioca, della sua stanza povera e linda, di quegli occhi che non volevo che mi guardassero, di queste cose non parlerò, ma della sua voce delle sue increspature, delle incertezze, e dei piccoli sforzi per prendere le note più impegative, della sorgente da cui quella stessa musica esce, che è presente e irrompe nella sua voce che non può che cantare così quella canzone.

Della qualità che in tutti i casi precedenti si è sovrapposta a questa canzone e che qui, vive libera, nuda nella sua verità, affilata nella grazia che mi trafigge il cuore, questo lo dirò.

Vorrei avere un ensemble musicale, avere lei come cantante e suonare sempre e solo Ederlezi.

Sa me amala oro kelena
Oro kelena, dive kerena
Sa o Roma daje
Sa o Roma babo babo
Sa o Roma o daje
Sa o Roma babo babo
Ederlezi, Ederlezi
Sa o Roma daje

Sa o Roma babo, e bakren chinen
A me chorro, dural vesava
Romano dive, amaro dive
Amaro dive, Ederlezi

Ediwado babo, amenge bakro
Sa o Roma babo, e bakren chinen
Sa o Roma babo babo
Sa o Roma o daje
Sa o Roma babo babo
Ederlezi, Ederlezi
Sa o Roma daje

Tutti i Rom babbo,
sacrificano le pecore.
Ma io, povero tammurino,
debbo guardare da lontano.
Ah sì, mamma, è la nostra festa,
questa è la nostra festa,
Ederlezi Babbo, una pecora per noialtri.
Tutti i Rom, mamma,
sacrificano le pecore e tutti i Rom, babbo …
Ederlezi, Ederlezi, tutti i Rom, mamma.

2 pensieri su “EDERLEZI

  1. Molto bella, grazie aitan, va a raccogliersi con le altre.
    Come diceva George Harrison, il successo di una canzone non dipende da quanti dischi vende ma da quanti la suonano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.